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205, splendida trentenne

Comunicati stampa di Peugeot Automobili Italia, della Casa Madre e del Gruppo PSA

Moderatore: Squalo

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Squalo
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205, splendida trentenne

Messaggio da Squalo »

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Mi fa piacere quando mi dicono che ho trent’anni e non li dimostro.
Eppure trent’anni sono tanti, soprattutto per un’automobile.
Anche l’Europa non era la stessa di oggi: le crisi petrolifere degli anni 70 avevano messo in crisi l’industria dell’auto che era obbligata a modificare rapidamente i programmi produttivi per adattarli alla nuova situazione.
In pratica, si voleva che noi automobili fossimo più economiche nella costruzione e nell’uso, strizzando un occhio ai giovani che erano ormai diventati una componente vitale della società.

È in questa situazione che Peugeot – che tra l’altro attraversava un periodo finanziariamente difficile, anche in conseguenza dell’acquisto di Citroën – comincia a pensare a me.
All’inizio mi chiama M24 e mi definisce un progetto: dovevo essere innovativa, leggera, aerodinamica e avere motori ad alto rendimento.
E poi: non troppo piccola, ma neanche troppo grande, insomma un po’ a metà delle mie “zie” 104 e 304.

Il mio papà invece si chiama Gerard Welter; a quel tempo era il Direttore del Centro Stile di Peugeot ed era stato messo a confronto con quello di Pininfarina.
Ma Welter era particolarmente ispirato. Gli bastò qualche schizzo per passare alla preparazione della maquette, sviluppata intorno ai vetri laterali posteriori e alla linea di cintura della carrozzeria bassa che offre una grande superficie vetrata.
Ricordo ancora che conquistai subito Roland Peugeot, al quale si deve il suggerimento di adottare una calandra a tre listelli, “i baffi del leone”.
Anche Jean Boillot, il Direttore commerciale Peugeot di allora, fu affascinato, con un unico appunto sul mio “lato B”: le luci posteriori posizionate ai lati lasciavano visibile un ampio pannello dipinto un po' antiestetico.
Allora il Centro Stile inventò un rivestimento particolare, definito «zigrinatura di un porta sapone».

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È così che sono nata, dopo 833mila ore di studio e altre 831mila per le prove dinamiche, e dopo aver speso il corrispettivo di 18 milioni di euro per il solo prototipo iniziale.
È stato con me che si sono affermati i nuovi strumenti assistiti dal computer, per il disegno, il modellino e per la progettazione delle strutture della carrozzeria e degli elementi meccanici.

Sono stata battezzata 205. Per accogliermi a casa, lo stabilimento di Mulhouse, Peugeot ha investito quasi 70 milioni di euro per attrezzare le linee e ben mezzo milione di ore per l'allestimento degli impianti robotizzati. Infatti, la mia scocca, che pesa solo 194 chili, è composta da 477 lamierati uniti da 2572 punti di saldatura automatici effettuati da 41 robot a sei assi. Tra le innovazioni, il posizionamento e l’incollaggio automatico del cielo interno in materiale sintetico.

La mia casa è presto diventata troppo piccola: la produzione, prevista inizialmente di 800 vetture al giorno, è presto
diventata di 1000 unità al giorno alla fine del 1983 e di 2000 un anno dopo. Così ho trovato altre “case”: Poissy,
Sochaux, Villaverde e persino in stabilimenti tradizionalmente Citroën, come Aulnay e Chausson.

Dopo quattro anni eravamo già 2milioni in giro per il mondo!
Quando ho deciso di “ritirarmi”, nel 1998, ero stata prodotta in 5.278.054 esemplari. Un vero record, che sarà poi
battuto solo dalla mia erede, la 206.

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Carriera gloriosa


Il suo successo ha molte sfaccettature: la 205 è innanzitutto un prodotto da conquista perché il 50 % della clientela
proviene da altri marchi; poi è «facile da produrre» e offre «un altissimo livello di qualità». Le due versioni più semplici
rappresentano solo il 5 % delle vendite nel 1984, le due successive il 30 %, i modelli più costosi coprono il 65 % degli
ordini.

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Infine, la 205 costituisce un’offerta completa, con versioni 3 e 5 porte, una cabriolet, una serie speciale Lacoste, e una
GTI che ringiovanisce l’immagine di marca. Una strategia scadenziata voluta da Jean Boillot. Se c’è un costruttore che
“mostra gli artigli”, quello è Peugeot, grazie alla 205 che salva il Marchio e il gruppo PSA dalla crisi della fine anni ‘70.

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La 205 arriva in Italia nell’ottobre 1983 con carrozzeria a 3 e 5 porte con motorizzazioni di 1000, 1200 e 1400 cc con
vari livelli di allestimento. Intanto, con un colpo di teatro da maestro, sui giornali viene presentata la 205 Turbo 16 che
dominerà le corse negli anni successivi, ma per chi di strada doveva compierne molta già a ottobre la gamma delle
205 venne completata con due versioni diesel.

A fine anno in Italia ne verranno immatricolate ben 5.000 per crescere incessantemente tanto che nel 1989, in piena
maturità, saranno 68.500 le 205 con targa italiana.

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EVOLUZIONE 205 – LE TAPPE PRINCIPALI

24 febbraio 1983 - Lancio commerciale della 205 in Francia
Ottobre 1983 - Inizio commercializzazione in Italia della 205 cinque porte
Marzo 1984 - 205 GTI 105 CV
Giugno 1984 - 205 T16 stradale
Ottobre 1984 - 205 tre porte
Maggio 1985 - 205 Lacoste
Aprile 1986 - 205 Cabriolet; 205 GTI (1580 cc da 115 CV); 205 Automatica
Marzo 1987 - 205 GTI (1905 cc da 130 CV)
Dicembre 1987 - Due milioni di 205 prodotte
Marzo 1988 - 205 Rally

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ORA: 5008 II 1.5 BlueHDi 16v S&S GT Line Emeral Crystal | 05/2018 Immagine ovvero Immagine
305 1.5 S Beige Antilope | 05/1982 - 505 2.3 SRD turbo Gris Boréal Métallisé | 08/1981 - 504 2.0 TI Gris Clair Métallisé | 03/1973 - 206 2.0 16v GTi Gris Flandres | 12/1999 - 604 2.3 D turbo Grand Confort Bleu Irisé | 07/1980
IN PASSATO: 307 2.0 HDi 16v Speed'up FAP 5 porte Gris Fer | 05/2004
*GRAZIE LEONESSA* - 306 Cabriolet 1.8 Roland Garros Vert Grand Chelem | 03/1996 - 505 Familiale 2.0 GR Gris Futura | 11/1984
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Tessera Club n. 040 | "PEUGEOT C'EST SERIEUX"

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pacquo
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Iscritto il: 05/01/2013, 15:24
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Re: 205, splendida trentenne

Messaggio da pacquo »

La 205 è un'auto che ho sempre avuto nel cuore, perchè avrebbe dovuto essere la mia prima auto.
Avevo diciannove anni, e con i guadagni del mio primo lavoro avevo risparmiato abbastanza per permettermi un'auto.
Un'auto piccola, ma comunque nuova.
Devo dire la verità. Con quella cifra non avevo molta scelta.
La Panda 750CL, l'Ibiza con il motore 903cc, la Citroen Ax e, forse forse, la 205, che era quella che preferivo.

E così un giorno vado a vedere la 205, nello stesso salone dove, venticinque anni dopo, avrei ritirato la 208.
Ce ne erano due: una XR millecento, grigia col tetto apribile, bellissima, ed una XE rossa.
Chiedo i prezzi. Guardo mio padre. Mio padre guarda me. Salgo sulla XE.

Dotazione di serie: quinta marcia, lunotto termico. Mancavano: poggiatesta, bocchette di areazione centrali, cappelliera, tergilunotto, contachilometri parziale, orologio, vetri atermici, coppe ruota, pneumatici ribassati, retronebbia e probabilmente qualcos'altro.
Mi fece una grande tenerezza.
Di lì a qualche settimana la Ford presentò la nuova Fiesta, lanciandola a poco meno di dieci milioni e mezzo di lire, un prezzo fuori della norma per un modello nuovo. Presi quella.

La storia della 205 rievocata poco fa mi ha fatto ricordare un retroscena che Quattroruote documentò all'inizio degli anni '80, e che i quarantenni appassionati di auto probabilmente ricorderanno.

Il design della 205 ha origine da un progetto Fiat che avrebbe dovuto concretizzarsi nella nuova Fiat 127.
Quando iniziarono a circolare i primi prototipi della vettura Quattroruote ne pubblicò le foto.
Chi se le ricorda comprende chiaramente che volumi, proporzioni e disegno della coda sono quelle della 205, mentre il cofano ed i fari hanno qualcosa in comune con la Fiat Croma del 1985.

Il progetto era in avanzata fase di sviluppo quando l'ingegner Vittorio Ghidella decise di fermarlo facendolo ripartire in una direzione del tutto diversa. In quel momento, tra i progetti in corso di sviluppo, ve ne era uno che avrebbe dovuto inserirsi al di sotto della Lancia Delta e della Lancia Thema. Scelse quello, e ne fece la nuova Fiat Uno.

La quale, osservata con un occhio attento, rivela la parentela stilistica con l'ammiraglia torinese: le proporzioni dei volumi, marcatamente orientate in altezza, il disegno del cofano, il taglio dei passaruota e quello delle portiere, il disegno dei fanali posteriori, e quella nervatura di raccordo - identica- impressa a metà del portellone.

All'epoca i rapporti con Peugeot erano ottimi, sia per l'orientamento voluto in tal senso da Agnelli, sia in virtù di alcuni accordi di collaborazione che riguardavano, ad esempio, la produzione di veicoli commerciali.
Allo scopo di recuperare parte dell'investimento già impegnato, Fiat cedette i piani del progetto interrotto a Peugeot.
Peugeot, che stava progettando i sostituti dei vecchi aste e bilanceri della 104, avrebbe in cambio prestato a Fiat il proprio know-how per lo sviluppo dei nuovi motori Fire, monoalbero a camme in testa.

Qualche anno dopo, implume studente di elettronica industriale, ebbi come insegnante di tecnologia elettronica un ingegnere che aveva lavorato in Fiat, ed in particolare al progetto dell'impianto elettrico della Lancia Thema.
Mi confermò di aver visto il prototipo "205" approntato dal Centro Stile Fiat.
Mi disse "...era orrenda. Quelli di Peugeot hanno fatto proprio un gran lavoro."
Peugeot 208 1.2 VTi 82 CV Active 5p

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