Ciao, vi segnalo questo video che mi é sembrato molto interessante. Mostra gli effetti di uno scontro tra due auto, Toyota in questo caso, progettate a 17 anni di distanza. Impressionanti le immagini riprese all'interno dei mezzi.
http://www.lastampa.it/2017/05/16/multi ... agina.html" onclick="window.open(this.href);return false;
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Video interessante crash test auto nuova contro auto datata
Re: Video interessante crash test auto nuova contro auto datata
si il risultato è piuttosto ovvio. Però non mi pare tengano conto della massa delle auto, che pure influisce. Il modello del 2017 mi pare pesi più di 200 kg in più, non è poco.
Re: Video interessante crash test auto nuova contro auto datata
Che ci fossero differenze sono d'accordo che sia ovvio, ma credo resti interessante vedere a che livello, soprattutto per i danni al conducente. Saperlo in astratto è una cosa, vederlo è un'altra.
Re: Video interessante crash test auto nuova contro auto datata
Che l'attenzione per la sicurezza sia aumentata negli ultimi 20 anni non è una sorpresa. Dalla metà degli anni '90 è infatti iniziata una forte sensibilizzazione in tutti i campi che hanno a che fare con la sicurezza degli utenti (ad esempio ascensori, auto, camion, navi).
Questa discussione mi ha attivato, perché io ho a che fare con la sicurezza nelle navi (mega yacht di acciaio e alluminio). La "regolamentazione" della sicurezza è nata nell'ambito navale e si è espansa poi a quasi tutto il resto.
Storicamente, infatti, l'automobile ha avuto come unico requisito il corretto funzionamento. La nave, invece, deve affrontare la necessità di resistere a numerose situazioni di sollecitazione strutturale (onde particolarmente alte - resistenza alla corrosione), di mancata attenzione da parte degli utenti (resistenza al fuoco), di incidenti (galleggiabilità dopo l'impatto dello scafo contro uno scoglio - Costa Concordia docet), eccetera eccetera.
Il costo di un'automobile e di un mega yacht, inoltre, è "un po'" diverso: anche considerando una Lamborghini, la differenza di prezzo è di un ordine di grandezza di decine - spesso anche centinaia - di milioni di euro. C'è quindi particolare interesse a far sì che l'imbarcazione garantisca la massima affidabilità possibile.
Per garantire elevati standard di sicurezza, queste enormi ville galleggianti sono controllate da Società di Classifica durante le fasi di progettazione e di costruzione. Sono poi monitorate anche durante il mantenimento con ispezioni programmate e non. L'iniziale boom degli yacht si è verificato nella prima metà degli anni '90 ed è da quegli anni che si è consolidata l'attività di queste Società così come la vediamo (magari inconsapevolmente) quotidianamente. Col tempo, queste Società hanno iniziato infatti a valutare la sicurezza anche in altri settori.
Ma cosa sono esattamente queste SdC? Sono società non governative che si occupano di valutare periodicamente le "richieste minime di sicurezza" di ciò che noi utilizziamo deve soddisfare. Non si occupano però solo di stabilire queste richieste, ma anche di verificare che vengano seguite correttamente con interventi di controllo periodico.
Come ho già detto sopra, queste società sono nate in ambito navale e si sono gradualmente espanse a tantissimi rami. Ad esempio, andando nell'ascensore dell'Esselunga di La Spezia, si vede ben esposta l'etichetta del RiNa (Registo Navale Italiano) che ne certifica gli standard di sicurezza. Le SdC sono state liberalizzate nel '95-'96, mentre prima erano legate alle Bandiere. Ora ci è quindi possibile scegliere da quale società farci certificare, indipendentemente dallo stato in cui siamo. Molto spesso si tende ancora a scegliere la SdC storicamente legata al proprio stato di riferimento. La SdC italiana è il Rina, mentre, ad esempio, quella inglese è il Lloyd's Register. Quella inglese è la più importante società di classifica del mondo. Ecco quindi spiegato il motivo per cui, anche se siamo in Italia, molte certificazioni sono rilasciate dal Lloyd's.
Ad oggi, per far sì che tutto ciò che noi acquistiamo sia acquistabile, è necessario che ci sia (almeno) una certificazione che garantisca il soddisfacimento dei requisiti, che possono essere di sicurezza, ambientali, ecc ecc.
Mentre il caso dei mega yacht è estremo (le SdC addirittura seguono la progettazione e la costruzione imponendo variazioni in corso d'opera), nel caso generale (di ascensori, automobili, camion, ecc) è sufficiente che, a prodotto finito, siano soddisfatti i requisiti richiesti.
Nell'ambito navale, la SdC si occupano di stabilire questi standard (ad esempio il LYC3, Large Yacht Code 3).
In tutti gli altri casi si fa riferimento agli standard ISO (stabilito dalla Organizzazione Internazionale per la Normazione) e CE (stabilito dalla comunità Europea). Le SdC si occupano di verificare che questi standard siano rispettati in modo corretto.
Poco tempo fa ho fatto il sito di una società di trasporti spezzina e ho dovuto creare una pagina apposta in cui fossero scaricabili le certificazioni (RiNa) riguardanti le norme ISO 14001:2004 (sul metodo di gestione dei containers utilizzati per i trasporti - gestione ambientale quindi) e BS OHSAS 18001:2007 (per il Sistema Occupazionale Health & Safety Management System).
Per gli ascensori, le navi e i mezzi di trasporto la regolamentazione è gestita dalle Società di Classifica (in modo molto semplice e poco dettagliato), mentre per le auto esistono degli enti dedicati: pensiamo ai requisiti ambientali EURO6, ai requisiti di sicurezza EURONCAP, ecc ecc.
Non so se anche nel caso delle automobili, come avviene per gli yacht, tutti i materiali, gli spessori, le forme ecc ecc vengano controllati da enti specifici (direi di no, dato lo scandalo Dieselgate), oppure se le Case siano lasciate libere di autogestioni. Temo sia il secondo caso, ma la regolamentazione specifica automobili non la conosco e quindi non vi so dire nulla con certezza.
La differenza dei danni registrati dalle due Corolla è indicativo di come il sistema delle SdC e degli enti automobilistici si stia sempre più perfezionando. Dietro ad ogni singolo oggetto che noi utilizziamo (e molto spesso anche dietro al servizio di cui usufruiamo - basti pensare alla società di trasporti), c'è un profondo studio che garantisce l'effettiva applicazione di questi standard, che ci garantiscono sempre più sicurezza e rispetto per l'ambiente.
Spero di non essere stato noioso e di aver detto qualcosa di cui non foste già a conoscenza. Quando per la prima volta mi sono fatto un'idea su questo argomento sono rimasto incuriosito (poi vi garantisco che studiarle nel dettaglio è poco divertente
). Spero sia stato altrettanto interessante per voi!
Questa discussione mi ha attivato, perché io ho a che fare con la sicurezza nelle navi (mega yacht di acciaio e alluminio). La "regolamentazione" della sicurezza è nata nell'ambito navale e si è espansa poi a quasi tutto il resto.
Storicamente, infatti, l'automobile ha avuto come unico requisito il corretto funzionamento. La nave, invece, deve affrontare la necessità di resistere a numerose situazioni di sollecitazione strutturale (onde particolarmente alte - resistenza alla corrosione), di mancata attenzione da parte degli utenti (resistenza al fuoco), di incidenti (galleggiabilità dopo l'impatto dello scafo contro uno scoglio - Costa Concordia docet), eccetera eccetera.
Il costo di un'automobile e di un mega yacht, inoltre, è "un po'" diverso: anche considerando una Lamborghini, la differenza di prezzo è di un ordine di grandezza di decine - spesso anche centinaia - di milioni di euro. C'è quindi particolare interesse a far sì che l'imbarcazione garantisca la massima affidabilità possibile.
Per garantire elevati standard di sicurezza, queste enormi ville galleggianti sono controllate da Società di Classifica durante le fasi di progettazione e di costruzione. Sono poi monitorate anche durante il mantenimento con ispezioni programmate e non. L'iniziale boom degli yacht si è verificato nella prima metà degli anni '90 ed è da quegli anni che si è consolidata l'attività di queste Società così come la vediamo (magari inconsapevolmente) quotidianamente. Col tempo, queste Società hanno iniziato infatti a valutare la sicurezza anche in altri settori.
Ma cosa sono esattamente queste SdC? Sono società non governative che si occupano di valutare periodicamente le "richieste minime di sicurezza" di ciò che noi utilizziamo deve soddisfare. Non si occupano però solo di stabilire queste richieste, ma anche di verificare che vengano seguite correttamente con interventi di controllo periodico.
Come ho già detto sopra, queste società sono nate in ambito navale e si sono gradualmente espanse a tantissimi rami. Ad esempio, andando nell'ascensore dell'Esselunga di La Spezia, si vede ben esposta l'etichetta del RiNa (Registo Navale Italiano) che ne certifica gli standard di sicurezza. Le SdC sono state liberalizzate nel '95-'96, mentre prima erano legate alle Bandiere. Ora ci è quindi possibile scegliere da quale società farci certificare, indipendentemente dallo stato in cui siamo. Molto spesso si tende ancora a scegliere la SdC storicamente legata al proprio stato di riferimento. La SdC italiana è il Rina, mentre, ad esempio, quella inglese è il Lloyd's Register. Quella inglese è la più importante società di classifica del mondo. Ecco quindi spiegato il motivo per cui, anche se siamo in Italia, molte certificazioni sono rilasciate dal Lloyd's.
Ad oggi, per far sì che tutto ciò che noi acquistiamo sia acquistabile, è necessario che ci sia (almeno) una certificazione che garantisca il soddisfacimento dei requisiti, che possono essere di sicurezza, ambientali, ecc ecc.
Mentre il caso dei mega yacht è estremo (le SdC addirittura seguono la progettazione e la costruzione imponendo variazioni in corso d'opera), nel caso generale (di ascensori, automobili, camion, ecc) è sufficiente che, a prodotto finito, siano soddisfatti i requisiti richiesti.
Nell'ambito navale, la SdC si occupano di stabilire questi standard (ad esempio il LYC3, Large Yacht Code 3).
In tutti gli altri casi si fa riferimento agli standard ISO (stabilito dalla Organizzazione Internazionale per la Normazione) e CE (stabilito dalla comunità Europea). Le SdC si occupano di verificare che questi standard siano rispettati in modo corretto.
Poco tempo fa ho fatto il sito di una società di trasporti spezzina e ho dovuto creare una pagina apposta in cui fossero scaricabili le certificazioni (RiNa) riguardanti le norme ISO 14001:2004 (sul metodo di gestione dei containers utilizzati per i trasporti - gestione ambientale quindi) e BS OHSAS 18001:2007 (per il Sistema Occupazionale Health & Safety Management System).
Per gli ascensori, le navi e i mezzi di trasporto la regolamentazione è gestita dalle Società di Classifica (in modo molto semplice e poco dettagliato), mentre per le auto esistono degli enti dedicati: pensiamo ai requisiti ambientali EURO6, ai requisiti di sicurezza EURONCAP, ecc ecc.
Non so se anche nel caso delle automobili, come avviene per gli yacht, tutti i materiali, gli spessori, le forme ecc ecc vengano controllati da enti specifici (direi di no, dato lo scandalo Dieselgate), oppure se le Case siano lasciate libere di autogestioni. Temo sia il secondo caso, ma la regolamentazione specifica automobili non la conosco e quindi non vi so dire nulla con certezza.
La differenza dei danni registrati dalle due Corolla è indicativo di come il sistema delle SdC e degli enti automobilistici si stia sempre più perfezionando. Dietro ad ogni singolo oggetto che noi utilizziamo (e molto spesso anche dietro al servizio di cui usufruiamo - basti pensare alla società di trasporti), c'è un profondo studio che garantisce l'effettiva applicazione di questi standard, che ci garantiscono sempre più sicurezza e rispetto per l'ambiente.
Spero di non essere stato noioso e di aver detto qualcosa di cui non foste già a conoscenza. Quando per la prima volta mi sono fatto un'idea su questo argomento sono rimasto incuriosito (poi vi garantisco che studiarle nel dettaglio è poco divertente

208 1.2 Allure 5 pt. Pure Tech 82cv Orange Power
Cerchi 16" Titane nero brillante con inserto bianco, Pack Stile, Pack Rangement, Navigatore, Sensori di parcheggio e retrocamera.
Molto presto: pedaliera e battitacco in alluminio.
Un po' meno presto: Calotte specchietti e profilo calandra neri.
Già modificato: Philips Diamond Vision, antenna (un po' più) corta, rimossa targhetta PureTech, illuminazione interna e targa a led.
29/07 ordinata->03/10 arrivata->05/10 ritirata
Eccola qui
Tessera #651
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Tessera #651
Video interessante crash test auto nuova contro auto datata
L'unica cosa attinente a ciò che hai scritto che già sapevo é che non avrò mai i soldi per uno yacht... 
Saperne una in più non guasta mai.
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- Gian
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Re: Video interessante crash test auto nuova contro auto datata
CiaoCisto ha scritto:Ciao, vi segnalo questo video che mi é sembrato molto interessante. Mostra gli effetti di uno scontro tra due auto, Toyota in questo caso, progettate a 17 anni di distanza. Impressionanti le immagini riprese all'interno dei mezzi.
http://www.lastampa.it/2017/05/16/multi ... agina.html" onclick="window.open(this.href);return false;
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Complimenti per averlo postato.
In tutti i crasch test a distanza di anni è andata via via irrobustendosi tutta la struttura dell'auto in particolar modo il tetto.
Se ne osserverai altri di altre auto più o meno della stessa età vedrai che in tutte il tetto si piegava mentre in quelle più recenti tale componente è intatto a tutto vantaggio della protezione degli occupanti.

==========>gianluigi<=========
407 SW 2.2 HDI Bi-turbo feline con superchiusura, caricatore di CD RT3 versione 6.63
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Re: Video interessante crash test auto nuova contro auto datata
In ogni caso se una macchina nuova va addosso al paraurti posteriore di una Panda I serie, c'è poca speranzaGian ha scritto:CiaoCisto ha scritto:Ciao, vi segnalo questo video che mi é sembrato molto interessante. Mostra gli effetti di uno scontro tra due auto, Toyota in questo caso, progettate a 17 anni di distanza. Impressionanti le immagini riprese all'interno dei mezzi.
http://www.lastampa.it/2017/05/16/multi ... agina.html" onclick="window.open(this.href);return false;
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Complimenti per averlo postato.
In tutti i crasch test a distanza di anni è andata via via irrobustendosi tutta la struttura dell'auto in particolar modo il tetto.
Se ne osserverai altri di altre auto più o meno della stessa età vedrai che in tutte il tetto si piegava mentre in quelle più recenti tale componente è intatto a tutto vantaggio della protezione degli occupanti.


Poi certo, il posteriore è sempre più robusto dell'anteriore, però mi aveva veramente impressionato
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Tessera #651
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Molto presto: pedaliera e battitacco in alluminio.
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- Gian
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Re: Video interessante crash test auto nuova contro auto datata
Ciao Zeccale
L'esempio del panda 147 fa parte di quella serie di microtamponamenti nei quali nulla centra la sicurezza offerta dalla robustezza del telaio e abitacolo come il confronto del video.
Anni fa ricordo a Milano ricordo di aver visto un Panda ribaltare una Volvo 740 SW un gioco di forze dove in quel particolare confronto il Panda ha avuto la meglio.
Son circostanze e ognuna fa esempio a se.
Ben diverso sono i crash test verso i quali esistono ben precise normative.

L'esempio del panda 147 fa parte di quella serie di microtamponamenti nei quali nulla centra la sicurezza offerta dalla robustezza del telaio e abitacolo come il confronto del video.
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Son circostanze e ognuna fa esempio a se.
Ben diverso sono i crash test verso i quali esistono ben precise normative.

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Re: Video interessante crash test auto nuova contro auto datata
In merito alla differenza di massa fra auto appartenenti alla stessa epoca, posto questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=6pVF1Wr7GLQ" onclick="window.open(this.href);return false;
https://www.youtube.com/watch?v=c8TB9MNfNFM" onclick="window.open(this.href);return false;
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